Pignoramento stipendio insegnante

Ilenia Albanese
Esperta problemi debitori

Chiunque può vedersi pignorare lo stipendio, e questo vale anche per il personale scolastico. Il pignoramento dello stipendio di un insegnante non è diverso dal pignoramento dello stipendio di altri lavoratori dipendenti.

Ma cosa succede nel momento in cui il debitore insolvente è un dipendente pubblico? Vediamo come funziona il pignoramento dello stipendio di un insegnante e quali sono i limiti previsti dalla legge.

Pignoramento stipendio insegnante

Come funziona il pignoramento dello stipendio di un insegnante

L’insegnante è un dipendente pubblico che riceve mensilmente come compenso lo stipendio, una somma di denaro che va a costituire il suo patrimonio. Di conseguenza, facendo parte del patrimonio dell’insegnante, se questo non paga i debiti lo stipendio può essere aggredito dai creditori.

Il pignoramento dello stipendio è una azione posta in essere dal creditore che permette di rientrare del suo credito anche forzosamente, vale a dire contro la volontà del debitore.

Il debitore, in questo caso l’insegnante in qualità di debitore inadempiente, si ritrova privato di parte dello stipendio che andrà a ripagare il debito.

Il pignoramento dello stipendio è una delle forme più diffuse di espropriazione forzata, e deve essere effettuata dal tribunale.

La procedura di pignoramento dello stipendio inizia con la presenza di un titolo esecutivo e di un atto di precetto. Nel momento in cui l’atto di precetto viene notificato al debitore, quest’ultimo è intimato a procedere con il pagamento del debito in modo spontaneo entro il tempo indicato, che non può essere inferiore a 10 giorni.

Con questo tipo di pignoramento il denaro pignorato viene direttamente attribuito ai creditori. Per ottenere quanto gli spetta, il creditore può rivolgersi al datore di lavoro che tratterà automaticamente parte dello stipendio del dipendente per versarlo al creditore.

Il limite del pignoramento dello stipendio di un insegnante

Poiché lo stipendio è lo strumento per garantire le esigenze di vita dei lavoratori, la legge stabilisce un limite al pignoramento dello stipendio.

Infatti, la legge prevede che è possibile pignorare non più di un quinto dello stipendio quando si tratta di debiti di lavoro e tributi provinciali o comunali. Invece, per altri tipi di debiti come quelli derivanti dagli alimenti dovuti per legge, il limite è di un terzo dello stipendio.

Inoltre, la legge stabilisce che le somme già depositate sul conto al momento della notifica dell’atto di pignoramento possono essere pignorate solo  nella parte che eccede il triplo dell’assegno sociale.

Il limite pignorabile nel caso in cui il creditore è l’Agenzia delle Entrate è:

  • un decimo dello stipendio per importi inferiori di 2.500 euro;
  • un settimo dello stipendio per importi inferiori di 5.000 euro;
  • un quinto dello stipendio per importi superiori di 5.000 euro.

Infine, un ulteriore limite è quello del minimo vitale che ammonta a 1.000 euro.