Sovraindebitamento Equitalia

Sovraindebitamento Equitalia

Sovraindebitamento Equitalia: che cosa prescrive la Legge Esdebitazione n.3 del 2012? Come e quando un contribuente può liberarsi dei debiti contratti? E ancora. Chi può usufruire dell’esdebitamento Equitalia?

Non c’è dubbio che quando si parla dei Debiti Equitalia (oggi Agenzia delle Entrate Riscossione) le domande che i cittadini si pongono sono numerose, volte per lo più a comprendere se è possibile non pagare Equitalia o comunque, in tempi di crisi come quelli odierni, se è possibile ridurre, anche considerevolmente il proprio debito con l’erario.

Che cos’è il sovraindebitamento?

Iniziamo subito con il dire che il sovraindebitamento (conosciuto anche come Legge Salva Suicidi) è stato introdotto dalla legge n. 3 del 27 gennaio 2012, “Procedimento per la composizione delle crisi da Sovraindebitamento”, modificata in un secondo tempo dal D.L. 179/2012 e convertita infine nella Legge n. 221 del 17 dicembre 2012.

La Legge Sovraindebitamento ha introdotto, per la prima volta in Italia, la possibilità di accedere a una procedura di risanamento dei debiti contratti, rivolgendosi a un organismo preposto alla composizione della crisi oppure a un professionista abilitato (commercialisti, avvocati o notai).

Questa procedura, di fatto, è uno strumento che consente alle famiglie e a piccole imprese non fallibili, in sofferenza economica (sovraindebitate) di liberarsi della posizione debitoria in cui si trovano, presentando a un giudice un piano di rientro per i debiti contratti. I risultati possibili sono:

  1. Approvazione del piano
  2. Rigetto dell’accordo.

Che cosa vuol dire? È semplice. Se l’accordo viene approvato dal giudice, il contribuente ottiene quella che viene definita l’esdebitazione.

L’esdebitazione è la riduzione del debito a quanto il soggetto interessato può concretamente pagare secondo le proprie disponibilità, con conseguente cancellazione della parte residua che il debitore non può onorare per comprovati motivi. Se invece il giudice non accetta l’accordo, il soggetto può far ricorso alla procedura di liquidazione del patrimonio.

Risulta pertanto evidente che con la legge del sovraindebitamento è il giudice a prendere qualsivoglia decisione, analizzando con grande attenzione:

  • Il reddito del debitore (quanto può pagare)
  • E il merito creditizio.

Considerando quindi se il soggetto, per far fronte alle proprie spese, usufruisce di strumenti finanziari, quali ad esempio:

  • Carte di credito revolving
  • Prestiti
  • Pagamenti a rate

che sono stati concessi da istituti bancari o intermediari che non hanno tenuto in considerazione la reale capacità del debitore di restituire il debito contratto.

Chi può ricorrervi?

Ecco un’altra cosa importante da sapere quando si parla di sovraindebitamento Equitalia. Chi può ricorrere a questa procedura?

In linea generale possiamo dire che possono richiederlo i soggetti ai quali non si applica la legge fallimentare (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), ovvero persone fisiche e giuridiche come segue:

  • Consumatori, per motivi che vanno al di là della propria attività imprenditoriale o professionale.
  • Soggetti che non svolgono attività di impresa. Si tratta quindi di professionisti, artisti, lavoratori autonomi e società professionali con le dovute eccezioni.
  • Imprenditori commerciali che non svolgono più la propria attività da oltre 1 anno e quelli considerati “sotto soglia”. Vi rientrano anche gli imprenditori commerciali “sopra soglia” purché il debito non superi i 30.000 euro.
  • Enti privati non commerciali, come ad esempio: le associazioni e le fondazioni riconosciute, organizzazioni che si occupano di volontariato, associazioni sportive, enti lirici e Onlus.
  • Imprenditori agricoli.
  • Le Start up innovative.

Quali sono i requisiti richiesti?

Bene. Fatta luce su coloro che possono ricorrere alla legge sul sovraindebitamento è opportuno chiarire adesso quali sono i requisiti che un debitore deve avere.

Nel caso specifico, per usufruire della procedura prescritta dalla Legge n. 3 del 2012 il contribuente deve trovarsi in stato di sovraindebitamento, ovvero citando testualmente l’art. 6, al comma 2:

In una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni”.

Legge n. 3 del 2012

Sovraindebitamento Equitalia: sentenza del 2014

Parlando di sovraindebitamento Equitalia non possiamo che citare la sentenza del 15 settembre 2014 emessa dal tribunale di Busto Arsizio. Si tratta del primo tribunale che, mettendo in atto in Italia la Legge sul sovraindebitamento in relazione ai debiti Equitalia, ha emesso una sentenza a favore di un cittadino impossibilitato a pagare una cartella di Equitalia di più di 80.000euro.

Studiato il caso e le reali possibilità del contribuente il giudice, ritenendo che la cartella fosse troppo esosa per il cittadino, ha emesso una sentenza che riduceva il pagamento della cartella a 11mila euro.

Ancora. Quando si parla di piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, è opportuno sapere che il raccordo tra sovraindebitamento ed Equitalia non è difficile, dal momento che il debitore può usufruire sia della rottamazione-ter per ridurre e rateizzare il debito Equitalia, sia il saldo e stralcio dei debiti fiscali e previdenziali, nel caso in cui l’ISEE non superi i 20mila Euro.

Esdebitazione: come funziona?

Nel momento in cui il giudice acconsente al piano presentato dal consumatore o alla procedura di liquidazione, in base a quanto previsto dalla legge sul sovraindebitamento, il contribuente è esdebitato. È possibile dire che:

Un soggetto è esdebitato quando viene liberato, dall’autorità preposta alla decisione, dai debiti che non riesce a pagare per motivi comprovati.

Chi desidera ottenere l’esdebitazione dei propri debiti è chiamato a rivolgersi a un intermediario abilitato alla presentazione di un piano del consumatore o di una liquidazione di patrimonio. Presentata in Tribunale la richiesta, il giudice dispone le valutazioni necessarie ed emette il decreto di esdebitazione se il soggetto richiedente:

  • Si è mostrato collaborativo
  • Disposto alla risoluzione del piano o della liquidazione
  • Non ha usufruito di un ulteriore esdebitazione nel corso degli ultimi 8 anni
  • Non ha subito una condanna, con sentenza passata in giudicato
  • Ha lavorato, o cercato concretamente un’occupazione, negli ultimi 4 anni
  • Ha in parte saldato i propri creditori.

Esdebitazione Equitalia: si può ottenere?

Parlando di sovraindebitamento Equitalia e di conseguente esdebitazione, sorge spontanea la domanda: si può ottenere l’esdebitazione Equitalia? E più in generale, quali sono i debiti per cui si può aver diritto all’esdebitazione? Li elenchiamo di seguito:

  • Debiti derivanti da obblighi connessi al mantenimento e agli alimenti
  • Risarcimento danni da illecito extracontrattuale
  • Sanzioni economiche (penali e amministrative) che però non siano accessorie a debiti estinti
  • Debiti fiscali (esdebitamento Equitalia), anche nel caso in cui siano stati contratti prima che la procedura di sovraindebitamento sia stata aperta, adeguatamente accertati.