Come Non Pagare Equitalia

Come Non Pagare Equitalia

Come non pagare Equitalia? Vi sono dei casi in cui è possibile non pagare i debiti Equitalia contratti? Cosa dice la legge in merito a questo argomento spinoso?

Iniziamo subito con il dire che, in linea teorica, non vi è una “formula magica” che ci spiega come fare per non pagare Equitalia (dal 2017 Agenzia delle Entrate-Riscossione). Quindi, potremmo subito dire che i debiti contratti vanno saldati. Al contempo però, è innegabile che la legge riconosca ai contribuenti dei diritti inviolabili che devono essere considerati anche quando si parla di debiti. Che cosa vuol dire questo? Semplicemente che un contribuente può ottenere l’invalidità o la prescrizione della cartella di pagamento, evitando così di pagare i debiti Equitalia, in situazioni ben precise. Approfondiamo l’argomento, dando un’occhiata alla casistica di riferimento.

Cartelle di pagamento inferiori ai 300 euro

Per fare il punto della situazione è opportuno ricordare che quando la pubblica amministrazione non riesce a riscuotere un credito bonariamente, redige quello che viene definito un ruolo.

Il ruolo è un documento con cui si formalizza l’esistenza di un credito che non è stato riscosso.


Secondo prassi, dopo che il ruolo è stato redatto, un Agente della Riscossione viene incaricato di effettuare il recupero. Recupero che avviene a mezzo pignoramento (Leggi pure: Cosa succede se non pago Equitalia), fermo auto etc. Se non è possibile effettuare il recupero non riesce, passati 3 anni, viene inviata una relazione al soggetto creditore. L’ente, dal canto suo, se il contribuente è nullatenente o irreperibile, può cancellare il ruolo.

In base a quanto stabilito dalla legge

La cancellazione della cartella, trascorsi tre anni, avviene in automatico per quelle che sono inferiori a 300 euro.

Questo, chiaramente, accade se è dimostrabile che il debitore non può pagare. In caso contrario, si procede con il tentativo di recupero per altri 3 anni.

Ancora una cosa. È importante sottolineare che per importi minimi le cartelle di pagamento sono illegittime.

L’Agenzia delle Entrate, infatti, non può procedere con l’scrizione a ruolo dei crediti relativi ai tribunali erariali, regionali e locali per cifre, ivi comprese sanzioni amministrative e interessi, che non superano i 30 euro, in relazione a un periodo d’imposta.

Quindi, alla domanda quando non pagare Equitalia, possiamo senza dubbio rispondere quando la cartella è inferiore a 30 euro. Questo limite, però, non può essere applicato nel caso in cui il credito derivi da ripetuta violazione degli obblighi di versamento di uno stesso tributo.

Come non pagare Equitalia: tetto massimo

Come abbiamo visto poco sopra vi è un tetto minimo che consente di non pagare i debiti Equitalia. Allo stesso modo, la legge viene incontro anche a coloro che hanno debiti molto alti. Come dicevano gli antichi latini: “nemo ad impossibilia tenetur”, ovvero non si può costringere nessuno a fornire prestazioni impossibili.

Che cosa vuol dire questo? È semplice. Non è possibile procedere con un pignoramento a carico di un nullatenente o di colui che dispone di un reddito talmente basso da non essere in grado di ripagare il debito contratto.

Per tutelare al meglio quest’ultima categoria interviene la legge n.3 del 27/01/2012 (modificata successivamente dalla legge n.221 del 17/12/2012) che ha introdotto in Italia il cosiddetto sovraindebitamento. Questa legge, a garanzia dei cittadini, stabilisce che sia un giudice a decidere, dopo attenta analisi del reddito del debitore, quale sia la reale e oggettiva capacità del debitore di estinguerlo. Un esempio in tal senso ci viene dato dal Tribunale di Varese, in relazione a una cartella del valore iniziale di 87 mila euro. Il Tribunale, tenendo conto:

  • Del reddito reale del debitore
  • E ancora del denaro necessario a un nucleo familiare per vivere

ha stabilito che la cartella, non avendo il debitore la possibilità di pagare l’intero importo, venga ridotta a 11 mila euro. E i restanti 76 mila euro? Cancellati definitivamente.

Come fare per non far pagare Equitalia agli eredi?

Ecco un’altra cosa. Come non pagare Equitalia se si eredi e non diretti debitori? È opportuno sottolineare subito che in generale gli

Eredi sono chiamati a rispondere dei debiti del defunto nel caso in cui ne accettino l’eredità.

E questo vale anche per i debiti contratti con l’ex Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate-Riscossione. Vi sono però alcune eccezioni. Vediamole insieme.

Notifica della cartella di pagamento

Se la notifica della cartella non viene fatta in modo corretto, gli eredi del defunto possono non pagare Equitalia. La notifica deve essere effettuata entro un anno dalla morte del soggetto debitore. Per essere valida, la consegna della cartella di pagamento deve essere fatta:

  • all’ultimo indirizzo del titolare del debito, con la dicitura: “Eredi del Sig. Tal dei Tali”. Se vi è soltanto il nome del de cuius, allora la notifica non è valida
  • agli eredi se, alla morte del debitore, ne hanno fatto corretta comunicazione all’ente.

Trascorso un anno dalla morte del debitore, la cartella deve essere notificata ai singoli eredi, personalmente e nominalmente, al loro indirizzo di residenza. Per poter usufruire di tale è necessario che la cartella non sia stata preventivamente impugnata, perché in tal caso il vizio sarebbe sanato.

Rinuncia dell’eredità

Un altro caso in cui Agenzia delle Entrate-Riscossione non può richiedere il pagamento agli eredi è la rinuncia all’eredità. Questa può avvenire entro 10 anni dalla morte del soggetto debitore e solo dopo che la successione è stata aperta. Aperta la successione è possibile decidere se accettare o meno l’eredità del soggetto.

Prima di prendere una decisione, è consigliabile appurare quale sia la situazione debitoria preesistente. Come si fa? Basta chiedere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione un estratto di ruolo e verificare così quali sono le pendenze. La rinuncia ha effetti retroattivi. Per tal motivo, l’erede figura come soggetto che non è stato interpellato in merito.

La rinuncia avviene tramite dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario ove è stata aperta la successione. E chiaramente deve essere inserita all’interno del registro delle successioni. È importante tenere a mente che la rinuncia non è parziale. Quindi chi decide di rinunciare all’eredità, lo fa nella sua totalità. In presenza di minori, a decidere sono i genitori, previa autorizzazione del giudice.

Fa eccezione l’erede che si trova in possesso dei beni del de cuius, parliamo quindi anche di conviventi. Il termine si riduce a 3 mesi dall’apertura della successione. In questo caso è necessario redigere un inventario dei beni e procedere (entro 40 giorni) alla comunicazione di accettazione, rifiuto o accettazione con beneficio di inventario dell’eredità.

Che succede se non compie alcuna scelta? In tal caso, il coniuge o il figlio convivente, diviene erede.

Beneficio di inventario

Un altro modo per capire come non pagare i debiti Equitalia è il beneficio di inventario. Anche in questo specifico caso, il tempo previsto d’azione è di 10 anni, ma scende a 3 mesi per i coniugi in possesso dei beni del defunto.

Qual è il vantaggio dell’accettazione con beneficio d’inventario? Tutelare dai creditori i beni personali, come ad esempio la casa, lasciando che siano soggetti a vulnerabilità soltanto i beni ereditati.

Debitori nullatenenti

Ed eccoci giunti a un altro punto saliente del nostro nostro articolo sul come non pagare Equitalia, la nullatenenza.

I debitori che non possiedono un reddito o beni (intestati o in comunione) non pagano.

Questo perché in Italia, oltre al pignoramento dei beni, non vi sono altre conseguenze (tranne se l’evasione è molto alta e, stabilito il reato, si avvia un procedimento penale). Chi non paga Equitalia, infatti, non viene segnalato al Crif (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria), cosa che accade con gli istituti bancari o finanziari.

Pertanto, Equitalia si limita a verificare, ricorrendo alle banche dati telematiche del fisco, che il soggetto che ha contratto il debito sia nullatenente. Accertato che sia così, nell’impossibilità di procedere, il debito viene ascritto tra quelli non recuperabili che, dopo alcuni anni, decadono.

Attenzione però. Se il debitore è sposato, è importante capire quale regime abbia sottoscritto al momento delle nozze. Infatti, un creditore ha la facoltà di pignorare fino al 50% dei beni del coniuge.

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Conto corrente in rosso

Conto corrente in rosso o in perdita? Non vi sono soldi depositati? Si è appena aperto un affidamento? Allora, il conto non può essere pignorato. E se Equitalia procede ugualmente con la notifica? L’istituto bancario comunica la mancanza di liquidità sul conto e il pignoramento si chiude negativamente.

Vediamo il caso contrario. Il conto non è in rosso, ma è attivo perché contiene il reddito derivante dal lavoro dipendente o dalla pensione. Il pignoramento verso terzi (così chiamato perché è un procedimento esecutivo che coinvolge un terzo soggetto nel pagamento del debito) è per legge vietato entro una determinata cifra.

Questo perché è indispensabile che ogni individuo possa godere del minimo vitale pensionistico, e cioè del denaro sufficiente a vivere decorosamente, che di fatto non è pignorabile. Facciamo un esempio. Prendiamo in considerazione l’assegno sociale erogato dall’Inps nel 2019, ammontante a 458 euro. Il minimo vitale è dato dall’importo dell’assegno più la sua metà, ovvero: 458+229= 687 euro. Il debitore quindi che non supera questa soglia non è chiamato a pagare Equitalia. E se la supera? È pignorabile solo la cifra eccedente.

Infine, in linea generale è possibile dire che, fermo restando quanto detto sopra, uno stipendio è pignorabile fino a un massimo di 1/5 per importi che sono superiori a 5 mila euro.

Come non pagare Equitalia: prescrizione

Che cos’è la prescrizione della cartella di pagamento? E cosa c’entra con il nostro argomento, come non pagare Equitalia? Cominciamo con il dire che:

La prescrizione è il termine temporale, decorso il quale, una cartella di pagamento “scade” e non si può più procedere con il pignoramento.

E possibile quindi dire che, una volta che una cartella di pagamento viene prescritta, il debitore non è più tenuto a pagare i debiti Equitalia. Attenzione però. Se prima della scadenza dei termini (anche se si tratta di un solo giorno), il contribuente riceve un:

  • sollecito
  • preavviso di fermo o di ipoteca

o comunque un atto di esecuzione forzata, la possibilità che la cartella cada in prescrizione decade e i termini decorrono dall’inizio.

I termini di prescrizione non sono tutti uguali, ma cambiano in base al tipo di tributo o sanzione richiesto al contribuente (3, 5 e 10 anni). Inoltre, se la cartella contiene al suo interno pagamenti eterogenei (quali ad esempio il bollo dell’auto e l’Imu), ognuno segue il proprio termine di prescrizione (quindi la cartella viene prescritta prima per una e poi per l’altra parte).

Sovraindebitamento Equitalia

Concludiamo il nostro articolo parlando di un altro importante punto relativo al nostro argomento: come non pagare Equitalia. Si tratta del cosiddetto sovraindebitamento Equitalia, una procedura grazie alla quale è possibile risanare i debiti contratti in maniera più facile.

Rivolgendosi a un professionista abilitato, come ad esempio un commercialista, un avvocato o un notaio, un contribuente ha facoltà di presentare alle autorità competenti un piano di rientro dei propri debiti. Se l’accordo presentato trova l’approvazione del giudice, il contribuente può usufruire di quella che viene definita esdebitazione del debito Equitalia a quanto realmente il debitore può pagare. Con conseguente cancellamento del debito restante. Se, invece, l’esdebitazione non viene approvata, il contribuente può procedere alla liquidazione del patrimonio.

Per avere maggiori delucidazioni su tutto ciò che riguarda il sovraindebitamento Equitalia si consiglia di leggere l’articolo dedicato all’argomento, cliccando qui.