Pignoramento stipendio con cessione del quinto

Ilenia Albanese
Esperta problemi debitori

Il pignoramento dello stipendio è una delle conseguenze che rischia il debitore inadempiente, ma è possibile anche con una cessione del quinto?

Il pignoramento del quinto è un prestito garantito che prevede la trattenuta in busta paga. Anche se questo debito grava sullo stipendio, ciò non impedisce al creditore di rivalersi sullo stipendio per recuperare il suo credito.

Ma vediamo come funziona il pignoramento dello stipendio con la cessione del quinto e quali limiti prevede il legislatore.

Pignoramento stipendio con cessione del quinto

Come funziona il pignoramento dello stipendio con cessione del quinto

La cessione del quinto è un tipo di finanziamento riservato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati che richiedono alle finanziarie un prestito garantito non finalizzato per sostenere delle spese.

Per saldare il debito contratto, il richiedente cede fino ad un quinto del suo stipendio all’istituto.

Nonostante sia una forma vantaggiosa di prestito personale, che presenta importanti garanzie all’istituto che deve recuperare il credito attraverso la trattenuta automatica, ciò non impedisce al creditore di pignorare lo stipendio al debitore inadempiente.

Il pignoramento è un’esecuzione forzata che viene notificata al debitore tramite titolo esecutivo emesso da un giudice. In questo modo, in presenza di debiti insoluti, viene attuata l’espropriazione forzata di una parte dello stipendio del debitore.

L’atto viene notificato dal tribunale al dipendente debitore e al datore di lavoro, secondo quanto stabilito dagli articoli 543-546 del Codice di procedura civile. Proprio in questi articoli sono previsti i limiti al pignoramento dello stipendio.

Limiti al pignoramento dello stipendio

Il comma 5 dell’articolo 545 c.p.c. stabilisce i limiti al pignoramento sullo stipendio in caso di presenza di più pignoramenti per cause diverse.

I crediti si dividono in tre tipologie:

  • Crediti alimentari: il limite pignorabile è stabilito dal tribunale;
  • Tributi dovuti allo Stato: il limite pignorabile è fissato a un quinto dello stipendio;
  • Altri crediti (ad esempio banche e finanziarie): il limite pignorabile è fissato a un quinto dello stipendio.

I limiti del pignoramento dello stipendio nel caso in cui il creditore sia l’Agenzia delle Entrate sono i seguenti:

  • 1/10 per stipendi fino ad €.2.500,00;
  • 1/7 per stipendi da €.2.500,00 a €.5.000,00;
  • 1/5 per stipendi superiori a €.5.000.

Altro limite è che il pignoramento dello stipendio non è possibile per importi complessivi inferiori ad un triplo dell’assegno sociale.

Il limite generale, in presenza di altri debiti di tipologie diverse, è il 50% dello stipendio.

Invece, se i pignoramenti appartengono alla stessa tipologia si procede con l’accodo del secondo pignoramento. Ciò significa che il primo creditore pignora 1/5 dello stipendio mentre il secondo creditore si mette in coda e inizia a recuperare il credito solamente quando si sarà interamente estinto il debito con il primo creditore.

Ciò significa che se il debitore ha già un debito con una finanziaria o una banca, per estinguere il secondo debito con un’altra banca o un’altra finanziaria bisognerà prima estinguere il primo debito e, solo successivamente, il secondo.

Invece, se i pignoramenti sono due, uno verso una finanziaria e il secondo verso lo Stato, il pignoramento di un quinto si può effettuare per entrambi i debiti contemporaneamente, sempre entro il 50% del totale netto della busta paga, al netto della quota ceduta con la cessione del quinto.

I limiti del pignoramento per i pensionati

Se il debitore è un soggetto pensionato è previsto un ulteriore debito che consiste nel cosiddetto minimo vitale impignorabile.

Infatti, la pensione del debitore non può essere intaccata oltre la cifra necessaria per garantire la sopravvivenza, ossiail minimo vitale impignorabile.

Questo limite equivale all’importo mensile della pensione sociale, aumentato della metà.

Richiedere la cessione del quinto con il pignoramento

Ipotizzando la situazione opposta, ossia che il debitore con un pignoramento dello stipendio in essere che richiede la cessione del quinto per ottenere un prestito, anche in questo caso è possibile, ma entro alcuni limiti.

Infatti, la cessione del quinto non deve superare la differenza tra i due quinti dello stipendio netto e la quota pignorata.

Prendiamo ad esempio il dipendente debitore che guadagna 2.000 euro netti al mese. I due quinti dello stipendio corrispondono a 800 euro. Il richiedente del prestito, quindi, può cedere per pagare il nuovo debito la differenza tra 800 euro e 400 euro, ossia la cifra pignorata. Di conseguenza, il debitore può cedere fino ad un massimo di 400 euro.