Debiti Equitalia

Debiti Equitalia

Liliana Serio
Esperta problemi debitori
aggiornato il: 23 Marzo 2023

Cosa sono i debiti Equitalia? Come posso pagarli? Si può annullare o sospendere il pagamento di una cartella? Come controllare la situazione debitoria? Le domande relative ai debiti con Equitalia sono molteplici, ed oggi cercheremo di fare chiarezza, rispondendo alle più frequenti domande su questo tipo di debito. Iniziamo subito con il dire che i

Debiti Equitalia sono insoluti che un cittadino, un’impresa o un professionista ha verso alcuni enti pubblici.

Alla riscossione dei debiti con Equitalia, fino a diversi anni fa, se ne occupava questa importante società per azioni, a capitale pubblico. Presente in tutta Italia (tranne che in Sicilia), Equitalia riscuoteva i tributi tramite l’invio di cartelle di pagamento. Questo avveniva fino al 2017, anno in cui

Le funzioni esattoriali, i rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, di Equitalia vengono assorbiti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER).

In continuità con quanto svolto da Equitalia, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è ad oggi l’ente pubblico economico che si occupa della riscossione dei debiti in tutta Italia. Come si legge sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, l’ente in questione è uno “strumento”, e in quanto tale è sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Procedura di riscossione dei debiti Equitalia

Come avviene la procedura di riscossione nel caso in cui si abbia un debito con Equitalia? Effettuati i dovuti controlli sul debito, la cifra stabilita viene iscritta a ruolo. Che cosa si intende per ruolo?

Il ruolo è un elenco stilato dall’ente impositore, contenente al suo interno le generalità dei debitori e l’importo dovuto.

Dopo che il ruolo è stato stilato in ogni sua parte, viene consegnato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Quest’ultima si occupa di:

  • Predisporre e notificare la cartella di pagamento
  • Riscuotere il debito
  • Riversare il dovuto allo Stato e agli enti impositori
  • Procedere con l’esecuzione forzata se il debito non viene saldato.

Che succede se il destinatario non è reperibile? O se chi dovrebbe ricevere l’atto, al posto del destinatario, è assente, incapace di accettarlo o si rifiuta? Nel caso specifico si procede nella seguente maniera:

  1. Deposito dell’atto nella casa comunale
  2. Affissione dell’avviso di deposito in busta (chiusa e sigillata) presso la dimora, l’ufficio o la ditta del debitore
  3. Invio di raccomandata A/R al contribuente per informarlo di quanto fatto.

Cartelle di pagamento per debiti Equitalia

Come si salda il debito con Equitalia? Pagando la cosiddetta

Cartella di pagamento, ovvero l’atto che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invia ai debitori, su richiesta degli enti creditori, per il recupero delle cifre dovute.

All’interno della cartella di riscossione dei debiti Equitalia è possibile trovare le seguenti informazioni:

  • L’importo da saldare
  • Gli enti che hanno presentato la richiesta
  • Il dettaglio degli importi a debito
  • Le spese di notifica
  • E ancora gli oneri di riscossione.

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Oneri di riscossione

Che cosa sono gli oneri delle cartelle di pagamento dei debiti con Equitalia? A quanto ammontano? Iniziamo subito con il dire che gli oneri cambiano in base alle tempistiche con cui l’utente paga il debito. Possiamo riassumere dicendo che per i carichi affidati dal 1/01/2016 al 31/12/2021:

  • Se il pagamento viene effettuato entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, allora gli oneri vengono così distribuiti: 3% a carico del debitore e il restante 3% a carico dell’ente creditore.
  • Invece, qualora il pagamento avvenga dopo 60 giorni dalla data di notifica, gli oneri di riscossione sono del tutto a carico del debitore e ammontano al 6% di quanto dovuto.

La  Legge di Bilancio 2022 ha abolito gli oneri di riscossione per tutti i carichi affidati dal 1 gennaio 2022. Tuttavia, restano invariati i diritti di notifica e le spese esecutive dovute all’attivazione delle procedure di riscossione.

Il pagamento del debito con Equitalia oltre la data di scadenza prevede l’aggiornamento e il ricalcolo dell’importo da restituire. Questo implica che si debba aggiornare anche il bollettino Rav o il modulo pagoPA che viene allegato alla cartella da pagare.

Ancora. Vanno aggiunti gli interessi di mora, come legge prevede, da versare agli enti creditori. Questi interessi vengono applicati giornalmente alle cifre richieste, a partire dal giorno in cui viene effettuate la notifica e fino a quando il debito non viene saldato.

Definizione agevolata (Rottamazione quater)

Sempre la Legge di Bilancio 2022 (L. 197/2022) ha previsto  la Definizione agevolata (detta anche “Rottamazione quater”) dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022.

Questa nuova misura è possibile per debiti con Equitalia:

  • in cartelle esattoriali non ancora notificate;
  • rateizzati o sospesi;
  • già oggetto di una precedente “Rottamazione”, anche se non agevolata per il mancato, tardivo, insufficiente versamento di una delle rate del precedente piano di pagamento.

I carichi affidati dalle casse/enti previdenziali privati rientrano nella Rottamazione quater solo se l’ente, entro il 31 gennaio 2023, ha:

  • adottato uno specifico provvedimento, ossia CNPA Forense, ENPAB, CNPR, ENPAV, INPGI “Giovanni Amendola”;
  • lo ha trasmesso all’Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • pubblicato sul proprio sito Internet.

La definizione agevolata, invece, è esclusa per:

  • i carichi affidati prima del 1 gennaio 2000 e dopo il 30 giugno 2022;
  • i carichi derivanti da recupero degli aiuti di Stato, crediti per condanne della Corte dei conti, multe, ammende e sanzioni per condanne penali;
  • contributi dell’Unione Europea e l’IVA all’importazione;
  • i carichi affidati dalle casse/enti previdenziali privati che non hanno adottato un provvedimento dedicato entro il 31 gennaio 2023.

Questa soluzione agevolativa consente al debitore di pagare solo le somme a titolo di capitale e quelle a rimborso spese per le procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non sono dovuti gli interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio.

Per quanto riguarda i debiti per violazioni del Codice della strada, e altre sanzioni amministrative (diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi previdenziali), non sono da pagare le somme dovute a titolo di interessi, “maggiorazioni”, mora, per la rateizzazione, nonché l’aggio.

Pagamento debiti Equitalia con definizione agevolata

Oltre ai vantaggi visti sopra, la misura prevede varie opzioni di pagamento:

  • in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2023;
  • con ripartizione di 18 rate (5 anni) consecutive al massimo, di cui le prime due con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre 2023. Le restanti 16 rate, spalmate nei successivi 4 anni, con scadenza 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno a partire dal 2024. La prima e la seconda rata saranno pari al 10% delle somme complessivamente dovute a titolo di Definizione agevolata, mentre le restanti saranno di pari importo. Verranno applicati interessi del 2% all’anno, a decorrere dal 1° agosto 2023.

In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento superiore a 5 giorni, la Rottamazione quater non sarà più applicabile, e i versamenti effettuati saranno decurtati a titolo di acconto dalle somme dovute.

La richiesta di definizione agevolata deve essere fatta solo in modalità telematica, entro il 30 aprile 2023, alla pagina dedicata.

Come e dove si pagano le cartelle?

Ecco un’altra cosa da sapere. Come si paga la cartella di pagamento? È semplice. Al suo interno, insieme agli altri atti, è possibile trovare il Modulo pagoPa (trovi il facsimile qui) oppure uno o più bollettini, conosciuti con il nome di RAV.

Il RAV è il bollettino precompilato, inviato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che riporta l’importo da saldare e il “codice” da usare per effettuare il pagamento.

È importante sottolineare che i bollettini RAV (per vedere un facsimile clicca qui)possono essere usati solamente nel caso in cui il pagamento venga effettuato entro i termini convenuti. Se ciò non avviene, si deve aggiornare con la mora il saldo da versare.

Dove si fa il pagamento dei debiti Equitalia? Le possibilità sono molteplici:

  • Online sul sito di Agenzia delle Entrate – Riscossione, usando la carta di credito
  • Presso Poste Italiane (se il soggetto è correntista)
  • In banca oppure tramite Home Banking
  • Agli sportelli automatici (bancari e postali)
  • In tabaccheria. Purché sia convenzionata con banca ITB, Sisal e Lottomatica
  • E infine presso gli sportelli dell’Agente della riscossione che ha emesso l’atto.

Il contribuente, inoltre, può ricorrere al pagamento parziale della cartella di pagamento delle imposte erariali e degli oneri accessori (compresi compenso e spese dovute all’Agente della riscossione), a mezzo compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali stesse, come vedremo a breve.

Rateizzazione debiti Equitalia

Chi è impossibilitato a pagare in un’unica soluzione il debito Equitalia, e non si avvale della Rottamazione quater, può inoltrare una richiesta di rateizzazione tramite posta certificata (PEC) o presentarla presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Se l’importo non supera i 120 mila euro, la rateizzazione è ottenibile on-line, con un piano di 72 rate. Tuttavia, è possibile chiedere un’estensione del periodo di pagamento rateale in caso di comprovata difficoltà economica.

In caso di inadempienza, procedura concorsuale, decesso del richiedente o cancellazione della Società dal registro delle imprese, decade il diritto alla rateizzazione.

In caso di inadempienza, questa misura a vantaggio del contribuente non ha più effetto dopo il mancato pagamento da 18 a 8 rate, anche non consecutive, a seconda del periodo in cui è stata concessa.

La decadenza dal beneficio della rateizzazione di uno o più carichi non preclude la possibilità di chiedere la dilazione del pagamento di carichi diversi da quelli per i quali è intervenuta la decadenza.

È possibile trovare la Modulistica Rateizzazione Debiti, qui.

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Compensazione dei debiti

Oltre alla rateizzazione, quando si parla di debiti Equitalia è possibile usufruire della cosiddetta compensazione delle cartelle. Di che si tratta?

In base al decreto legge 78/2010 le imposte erariali (es. Irpef, Ires, IVA) e i relativi oneri accessori (insieme all’aggio e alle spese dovute all’AdER), si possono pagare compensandole con i crediti relativi alle imposte erariali.

Per la compensazione con i crediti di imposta è necessario usare il modello F24 accise (codice tributo RUOL). Nel caso in cui il pagamento si riferisca soltanto a una parte della cifra dovuta, è possibile presentare all’Agenzia delle Entrate-Riscossione il modulo relativo all’avvenuto pagamento in compensazione tramite F24 accise, specificando quali sono le cartelle pagate.

La scelta dei debiti che si vuole compensare deve essere fatta entro 3 giorni dal pagamento in compensazione fatto tramite modello F24.

Sospensione della riscossione

È possibile richiedere la sospensione del pagamento? Qualora si ritenga che il pagamento non sia dovuto si può fare richiesta all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di sospensione. Quando si può procedere con la richiesta? Se la cifra è interessata da:

  • Pagamento effettuato prima che il ruolo sia stato redatto
  • Provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore
  • Prescrizione o decadenza dell’atto prima che il ruolo sia diventato esecutivo
  • Sospensione amministrativa o giudiziale
  • Avvenuta sentenza di annullamento della pretesa dell’ente creditore.

La richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla notifica della cartella o degli altri atti di riscossione. Oltre la richiesta vanno presentati: documento di riconoscimento in corso di validità e tutta la documentazione che attesti la possibilità di annullamento del pagamento.

Modulo sospensione legale della riscossione, qui.

Ricevuta l’istanza, l’Agenzia la trasmette all’ente interessato, sospendendo momentaneamente la riscossione. Se l’ente entro 220 giorni non dà riscontro è possibile che il debito venga annullato. Al contrario, se la documentazione presentata viene rigettata, l’ente interessato si fa carico di avvertire il cittadino del rigetto e al contempo comunica all’Agenzia di riprendere la riscossione.

Annullamento del debito Equitalia

E giungiamo all’ultimo punto. Quando si parla di debiti Equitalia, non si può non parlare di annullamento (o sgravio) delle cartelle. Quest’ultimo va richiesto all’ente creditore, al giudice, o all’Agenzia in qualità di tramite con l’ente creditore. Questo perché, com’è giusto ricordare, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riscuote i crediti ma la richiesta (o autotutela) di pagamento viene fatta dagli enti pubblici creditori.

Se l’ente interessato annulla il debito (o una sua parte) notifica all’Agenzia lo sgravio (che può essere totale o parziale) e quest’ultima lo cancella dalla cartella. In caso contrario, l’Agenzia procede con la riscossione. Entro quando va presentata la richiesta? Non c’è un termine preciso, ma è sempre opportuno agire in tempi brevi.

Per richiedere l’annullamento del debito con Equitalia è possibile rivolgersi anche a un giudice. Se il giudice accetta il ricorso, l’ente interessato è chiamato ad annullare il debito.

Come controllare la situazione personale?

Infine, ricordiamo che è possibile verificare lo stato delle cartelle a partire dall’anno 2000. Per usare i servizi on-line dell’Agenzia delle Entrate-riscossione è possibile accedere tramite:

  1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  2. Agenzia delle Entrate registrandosi a Fisconline
  3. INPS
  4. carta Nazionale dei Servizi.

Per accedere all’Area Riservata, scegliendo una delle quattro opzioni riportate, clicca qui.

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