Pignoramento pensione

Pignoramento pensione

Riccardo Corradino
- Esperto debiti

Il pignoramento della pensione è possibile, come il pignoramento dello stipendio per chi lavora ancora. Tuttavia, le due situazioni godono di una tutela differenziata.

Infatti, il titolare di una forma pensionistica usualmente si trova in una situazione di fragilità, spesso per far fronte a maggiori costi per spese mediche, farmaci, terapie ecc…

Vediamo adesso in questo articolo i dettagli della procedura di pignoramento, e quali sono i limiti per tutelarsi.

Come funziona il pignoramento della pensione

Nel caso in cui una persona fisica abbia debiti non pagati nei termini stabiliti, il creditore può aggredire anche la pensione del debitore con l’esecuzione forzata del pignoramento.

Il procedimento di cui parliamo rientra nella casistica del pignoramento presso terzi, come avviene per il pignoramento del conto corrente affidato: le somme per soddisfare i crediti insoluti vengono trattenute da un soggetto terzo, responsabile della liquidazione (ad esempio l’INPS) o della custodia (ad esempio la banca nel caso di accreditamento sul conto corrente).

Quindi il creditore che ha già sollecitato l’estinzione del debito senza effetto, può richiedere al giudice territorialmente competente un decreto ingiuntivo. Questo può essere emesso per ordinare al debitore di estinguere quanto dovuto entro 40 giorni, altrimenti il creditore potrà notificargli l’atto di precetto come ultimo invito a ripagare il credito entro almeno 10 giorni.

Se, decorso tale termine, il debitore non avrà soddisfatto il creditore, quest’ultimo potrà richiedere l’esecuzione forzata.

L’ufficiale giudiziario incaricato dal creditore pignorante notificherà l’atto di pignoramento all’INPS, o ad altro ente previdenziale. Il pignoramento presso terzi può essere fatto anche sul conto bancario (o postale), previa notifica all’istituto di credito (o alle Poste).

La scelta è possibile in base alla conoscenza della situazione finanziaria del debitore. Infatti, il creditore può essere autorizzato ad accedere all’Anagrafe Tributaria per controllare l’effettiva situazione patrimoniale ed economica dell’esecutato e, di conseguenza, scegliere cosa pignorare esattamente: nel caso di più pensioni, può indicare esattamente quale (verosimilmente quella di importo più alto).

Insieme alla pensione, il creditore può decidere di pignorare anche altri emolumenti, come il TFR (trattamento di fine rapporto, per i lavoratori privati) o il TFS (trattamento di fine servizio, per i dipendenti pubblici).

Può far parte di una strategia di soddisfazione del credito che rispetti i limiti della pignorabilità, che stiamo andando a determinare.

Limiti di pignoramento della pensione

La maggior parte dei pensionati entrano in una condizione di svantaggio rispetto al periodo in cui potevano svolgere un’attività lavorativa. La pensione è più bassa di uno stipendio e il titolare quasi sempre ha un’età avanzata, che richiede maggiori spese per la salute, l’assistenza e molto altro.

In questa ottica il sistema di norme italiane ha stabilito dei limiti alla pignorabilità della pensione più restrittivi rispetto a quelli riferiti al pignoramento dello stipendio.

Anche per le pensioni vale il principio generale di pignoramento di un quinto, ma tenendo conto del cosiddetto “minimo vitale”.

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Come calcolare la pensione pignorabile

La legge n. 142/2022, che ha convertito il decreto legge noto come “Aiuti bis”, ha modificato l’art. 545 del Codice di Procedura Civile, prevedendo che

Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge.

In altre parole, l’ammontare di pensione non pignorabile è il doppio dell’importo dell’Assegno Sociale INPS, con un minimo di 1000 euro al mese. Ciò che in gergo tutti chiamano “minimo vitale”, ossia i 1000 euro, oggi sono già stati superati dalla somma mensile erogata dall’INPS per effetto degli adeguamenti annuali basati sull’indice del costo della vita stabilito dall’Istat.

Adesso vediamo alcuni esempi pratici di come calcolare la pensione che può essere pignorata.

Supponendo di percepire una pensione netta di 1500 euro al mese. Di conseguenza la quota di pensione che può essere aggredita con l’esecuzione forzata presso terzi si calcola così: 1500 (pensione netta) – 1000 (minimo vitale) = 500 (eccedenza pignorabile) : 5 = 100 (somma trattenuta dal creditore)

Diversamente, se il pignoramento della pensione avviene per debiti con il fisco, allora i limiti sono 1/10 oppure 1/7 oppure 1/5, a seconda dell’importo mensile della pensione.

Pignoramento della pensione per più di un debito

Se il pensionato non è riuscito ad estinguere più di un debito, il creditore di ognuno di essi ha diritto a richiedere il pignoramento della pensione. Tuttavia, rimane fermo il limite che abbiamo visto poc’anzi.

In caso di pignoramenti per numerosi debiti, si crea una lista d’attesa. Se il creditore è uno solo e vuole il pignoramento della pensione per numerosi debiti della stessa natura, questi vengono accorpati come se il debito fosse uno unico. Invece, se ci sono vari creditori, o i debiti verso uno solo di loro hanno natura differente uno dall’altro, si devono mettere in coda per non superare la quota di pignorabilità consentita per legge.

Pignoramento della pensione di invalidità

In teoria anche la forma di sussidio economico riconosciuta in presenza di una disabilità potrebbe essere aggredita da questa procedura esecutiva. Ma in pratica questo non avviene.

La pensione di invalidità è pignorabile solo quando l’importo mensile è superiore a quello del “minimo vitale”, stabilito come descritto sopra.

Pignoramento della pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità che spetta al familiare di un lavoratore defunto può essere pignorata. Purtroppo non rientra nell’elenco dei crediti impignorabili stabilito art. 545 del Codice di Procedura Civile, però c’è una soluzione per impedire che i debiti seguano la pensione di reversibilità.

L’unico modo che ha il familiare superstite titolare del diritto alla pensione di reversibilità di non farsela pignorare per ripagare i debiti del defunto è la rinuncia all’eredità.

Infatti, solo con tale decisione è possibile rendere impedire l’esecuzione forzata su di essa, ma scopri tutti i dettagli nell’articolo totalmente dedicato al pignoramento della pensione di reversibilità.

Come evitare il pignoramento della pensione

La legge prevede una forte disparità di trattamento fra chi deposita la pensione sul conto corrente bancario o postale e chi, invece, preferisce ritirarla in contanti.

Infatti, se il pignoramento viene fatto presso l’INPS (o altro ente previdenziale) il creditore non può aggredire le pensioni sotto i 1000 euro, mentre questo limite non c’è per il pignoramento sul conto. Pertanto

Evita il pignoramento della pensione sul conto scegliendo di ritirla all’ufficio postale in contanti. Per le pensioni fino a 1000 euro al mese non c’è nessun obbligo di legge all’accredito sul conto corrente.
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